
Glass Minds degli Archive, album del 2026.
Questo disco è un capolavoro, senza ombra di dubbio.
Non conoscevo bene questa band a causa delle recensioni contrastanti sulla loro scelta di sperimentare con diversi stili musicali nel corso della loro carriera. Queste critiche mi avevano tenuto lontano dalla loro musica, senza che me ne rendessi conto, e ora invece mi rendo conto di quanto fossi in torto.
Gli Archive sono un gruppo britannico nato a Londra nel 1994. Spesso definiti “camaleonti musicali”, la loro storia è caratterizzata da una continua evoluzione che va dal trip-hop al progressive rock, passando per l’elettronica e l’ambient.
Il gruppo si è formato dall’incontro tra Darius Keeler e Danny Griffiths. Dopo l’esordio esplosivo con Londinium (1996), considerato un capolavoro del trip-hop, il duo ha trasformato il progetto in un collettivo dinamico, con frequenti cambi di formazione e collaboratori, per evitare di rimanere confinati in un solo genere musicale.
Nonostante siano inglesi, hanno raggiunto il loro massimo successo commerciale in Europa continentale (soprattutto in Francia, Germania e Polonia), diventando noti per le loro composizioni lunghe, teatrali e dalle atmosfere profondamente malinconiche.
Il gruppo ha visto diverse formazioni nel corso degli anni.
I membri principali e più rappresentativi, sia del passato che del presente, sono:
Darius Keeler e Danny Griffiths: Fondatori, creativi, tastieristi e produttori, rappresentano il cuore elettronico e sinfonico della band.
Pollard Berrier: Membro dal 2005, è uno dei cantanti principali e chitarrista, il cui stile aggiunge una forte impronta rock e melodica.
Dave Pen: Cantante e chitarrista, collabora con la band dal 2004 (alternandosi con il suo progetto BirdPen). La sua voce è spesso associata ai brani più ritmici e tesi.
Maria Q: Voce femminile storica del collettivo, nota per le sue interpretazioni eteree e drammatiche.
Holly Martin: Entrata nel gruppo nel 2012, ha prestato la sua voce ad alcuni dei successi più recenti con il suo timbro caldo e graffiante.
Uscito il 27 febbraio 2026, “Glass Minds” è il loro tredicesimo album in studio
Questo viaggio di 75 minuti segna un ritorno al loro sound più intimo e “tradizionale”, pur mantenendo l’imponente portata delle loro produzioni più recenti. Il disco funge da collegamento tra le atmosfere trip-hop cupe del loro album d’esordio del 1996, “Londinium”, e le strutture elettroniche progressive che li contraddistinguono oggi.
Preparatevi a beat tesi, synth cinematografici e melodie di pianoforte intense.
Il titolo allude alla fragilità della mente umana in un contesto distorto e iperconnesso. Si tratta di un album cupo e atmosferico, che ricorda la colonna sonora di un film distopico.
Il sound rappresenta una sintesi dell’evoluzione degli Archive. Lo stile si distingue per ritmiche elettroniche rallentate, bassi profondi e un’atmosfera urbana e notturna. Brani come “Patterns” incarnano perfettamente questo stile. Il genere può essere classificato come Progressive Electronic. La struttura dei brani è complessa e stratificata. Non segue la formula classica strofa-ritornello, ma predilige lunghe suite strumentali che aumentano gradualmente in intensità (il cosiddetto “slow burn”), tipiche del loro DNA progressive.
L’uso del pianoforte e dei sintetizzatori crea un muro del suono orchestrale e drammatico.
Un lavoro malinconico, teso e ipnotico, che abbandona le esplosioni rock più aggressive dei lavori precedenti per concentrarsi su un’elettronica d’avanguardia più intima e raffinata.
Tutto questo anche grazie alla strumentazione utilizzata: per questo album, gli Archive hanno cercato di ricreare quel calore analogico tipico dei loro primi lavori degli anni ’90, mescolando tecnologia vintage e sperimentazione digitale.
Darius Keeler e Danny Griffiths hanno dato ampio spazio ai synth analogici, creando tappeti sonori densi e profondi. Hanno utilizzato il Moog One e il Sequential Prophet-6 per i bassi pulsanti e i lead sintetici che caratterizzano tracce come “Broken Bits”. Il Mellotron, invece, è stato fondamentale per le texture orchestrali “spettrali” e malinconiche che si ritrovano nel loro stile progressive. Per le ballate come “When You’re This Down”, hanno registrato un pianoforte a coda Steinway agli Angel Studios di Londra, ottenendo un suono maestoso e naturale.
Per quanto riguarda le chitarre, Pollard Berrier e Dave Pen hanno suonato Fender Jazzmaster e Gibson Les Paul, spesso filtrate attraverso catene di pedali reverb e delay, come lo Strymon BigSky, per creare muri di suono post-rock piuttosto che riff definiti. L’E-Bow è stato utilizzato per ottenere note infinite e suoni simili a violini, che si possono ascoltare nelle code strumentali di “Glass Minds”.
La sezione ritmica è un mix di batteria ibrida, con kit acustico registrato ai Metway Studios e campionamenti elettronici. Per le tracce più trip-hop, come “Patterns”, sono state usate drum machine vintage come la Roland TR-808. I campionatori MPC sono stati impiegati per manipolare frammenti vocali e rumori ambientali, contribuendo a creare quell’estetica “urbana” che pervade tutto l’album.
L’album è stato mixato da Jerome Devoise su una console analogica Neve, che ha conferito una saturazione naturale e una dinamica che il solo digitale non avrebbe potuto replicare, elementi fondamentali per un disco di oltre 75 minuti.
“Broken Bits”, con il suo sound Ambient-Electronic, dà il via all’album con un’atmosfera ipnotica, caratterizzata da sintetizzatori pulsanti e frammenti vocali distorti, introducendo il tema della “frammentazione” mentale che attraversa tutto il disco.
“Glass Minds”, la title track in stile Progressive Rock Electronic, è uno dei brani più potenti dell’album. Parte con un piano minimale e si trasforma in una maestosa sinfonia orchestrale, un vero gioiello.
“Patterns” è un pezzo Trip-Hop classico, il più nostalgico dell’album. Il ritmo rallentato e il basso profondo creano un’atmosfera elegante e malinconica.
“Look At Us”, presenta una splendida melodia vocale, toccante, di Pollard Berrier, su una base ritmica quasi industrial.
“When You’re This Down” è una meravigliosa ballata, con il pianoforte e la voce di Maria Q. in primo piano, di un’intensità straordinaria.
“So Far From Losing You” è un pezzo Synth-Pop, cupo e cadenzato, adatto al ballo ma con un tocco di malinconia.
“Wake Up Strange” è un brano Psichedelico, caratterizzato da una sperimentazione pura con suoni elettronici e chitarre taglienti.
“City Walls” è un pezzo Industrial-Trip-Hop caratterizzato da un’atmosfera cupa e da percussioni metalliche.
“The Love The Light” è un brano Progressive Electronic, una lunga e avvincente suite strumentale che si sviluppa gradualmente.
“Shine Out Power”, brano Rock Elettronico, è trainato dalla chitarra elettrica e dalla voce graffiante di Dave Pen. È il pezzo più potente dell’album.
“Heads Are Gonna Roll” è un brano post-rock che culmina in un crescendo mozzafiato.
“Where I Am”, invece, è un pezzo ambient che chiude l’album in bellezza, trasformando la tensione accumulata in una sensazione di pace e serenità.
L’album si inserisce perfettamente nel panorama progressive moderno. A differenza del progressive rock anni ’70, si tratta di Progressive Elettronico, caratterizzato da brani che spesso superano i 7-8 minuti, abbandonando la struttura strofa-ritornello.
La musica si sviluppa per accumulo di strati (layering), partendo da un beat minimale per poi evolversi in muri di suono orchestrali. L’album fonde elementi di Trip-Hop, Post-Rock e Ambient, incarnando l’essenza del prog contemporaneo attraverso il dialogo tra mondi diversi. Questa opera di 75 minuti esplora un unico grande tema: la fragilità mentale. Un viaggio ipnotico grazie alla sua narrazione quasi sinfonica.
Se per “progressive” intendiamo musica che evolve, sperimenta e non ha fretta di concludersi, questo è uno dei lavori più prog degli ultimi 10 anni.
E se è vero che la musica è emozione, questo è un album che mi ha emozionato moltissimo e mi ha stupito. Uno di quei dischi che appassionano mentre li ascolti, che ti fanno tornare sulle tracce già ascoltate più e più volte, perché non hai la pazienza di aspettare la fine dell’album per rimetterle, che generano sobbalzi dal divano, che ti fanno altare in piedi ed esclamare frasi da stadio (le mie sono in dialetto romano e quindi qui non ripetibili, hanno a che fare con gli antenati).
Uno di quegli album che dopo che l’hai ascoltato lo rimetti, poi quando hai finito lo consigli subito agli amici, vai in camera e lo rimetti in streaming e subito, quando sali in macchina lo rimetti di nuovo. Ecco, album come questo, nella mia classificazione, sono album Essenziali, e questo in particolare è il migliore ad oggi di questo 2026. Un Must in collezione.
La Mia Versione
Etichetta: Dangervisit – VISIT23X
Formato: 2 x Vinile, LP, Album
Paese: Europe
Uscita: 27 feb 2026
Tracklist
1. Broken Bits (6:51)
2. Glass Minds (5:54)
3. Patterns (8:20)
4. Look at Us (5:37)
5. When You're This Down (5:48)
6. So Far from Losing You (7:52)
7. Wake Up Strange (5:31)
8. City Walls (5:12)
9. The Love the Light (6:15)
10. Shine Out Power (4:59)
11. Heads Are Gonna Roll (6:57)
12. Where I Am (8:37)
Durata 77:53
LineUp
- Darius Keeler - sintetizzatori, pianoforte, tastiere
- Danny Griffiths - sintetizzatori, tastiere, effetti speciali
- Dave Pen - voce, chitarre elettriche
- Pollard Berrier - voce, chitarre elettriche
- Lisa Mottram - voce, chitarra elettrica
- Jimmy Collins - voce
- Steve "Smiley" Barnard - batteria e percussioni
- Jonathan Noyce - basso, sintetizzatore Moog
- Mickey Hurcombe - chitarre elettriche
- Steve Harris - chitarre elettriche
- Stevie Watts - Hammond organo
- Lee Pomeroy - Mellotron
- Karen Gledbill - fisarmonica
- English Session Orchestra - sezione ottoni
Link per l’ascolto:
L'album è disponibile per l'ascolto e l'acquisto su tutte le principali piattaforme digitali e tramite i canali ufficiali della band:
Piattaforme di Streaming
- Spotify: L'album completo è disponibile per lo streaming sulla pagina ufficiale degli Archive su Spotify.
- Apple Music: Puoi ascoltare il disco in alta qualità su Apple Music.
- YouTube Music: L'intera playlist dell'album è fruibile su YouTube Music.
- SoundCloud: La band ha caricato le tracce anche sul profilo SoundCloud ufficiale.
Il negozio ufficiale è il principale punto di riferimento per acquistare Glass Minds in formato fisico, incluse edizioni esclusive che non troverai nei negozi standard.
Puoi accedervi su: archive.tmstor.es








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