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FrancescoProgressive Rock World

646 Recensioni - 361 Artisti - 85 Schede biografiche dettagliate - 26 Meteore Prog - 22 Sotto-Generi del Progressive Rock

Fjernsyn i Farver dei Tusmørke

19-05-2026 08:00

Francesco Prog Rock World

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Fjernsyn i Farver dei Tusmørke

Fjernsyn i Farver dei Tusmørke, album del 2018. Un mix tra il prog pastorale (alla Jethro Tull o ai primi Genesis) e l’elettronica primitiva dei tedeschi ...

Fjernsyn i Farver dei Tusmørke, album del 2018.

 

Su Progressive Rock World ho già parlato dei Tusmørke, una delle band più attive, uniche e affascinanti del panorama progressive norvegese contemporaneo, i "pifferai magici" del prog moderno. Grandi esponenti del Northern Prog riescono ad unire complessità tecnica, melodie raffinate e atmosfere oniriche.

Sul sito puoi trovare diversi approfondimenti, fra i quali un profilo completo che ripercorre la storia del gruppo, dalle origini a metà anni '90 (quando erano noti come Les Fleurs du Mal) fino alla formazione attuale guidata dai fratelli Momrak, ma anche la recensione di "Balderdom" (2026), l’album più recente, disco eccellente di grande bellezza melodica e complessità tecnica con la suite Lidskjalv come apice dell'opera. Trovate anche la recensione di "Dawn of Oberon" (2024), un concept album psichedelico e fiabesco che narra un viaggio nel regno sotterraneo di Oberon, il re delle fate (tema già citato di recente nella recensione del disco Octoberon dei Barclay James Harvest).

 

"Fjernsyn i Farver" (che tradotto significa "Televisione a Colori"), è il loro sesto lavoro in studio.

La formazione dell’album è composta da musicisti impegnati in altri progetti di spicco del panorama prog norvegese (come Wobbler e Jordsjø, che seguo moltissimo qui sul blog).

 

I membri principali sono:

Benediktator (Benedikt Momrak): Voce, basso, percussioni e glockenspiel.

Krizla (Kristoffer Momrak): Voce, flauto traverso, elettronica e percussioni.

HlewagastiR (Martin Nordrum Kneppen): Batteria e percussioni.

The Phenomenon Marxo Solinas (Lars Fredrik Frøislie): Un arsenale di tastiere vintage, tra cui Mellotron, organo Hammond, Mini Moog, clavicembalo, pianoforte gran coda e Wurlitzer.

 

In questo album la band ha scelto deliberatamente di non utilizzare chitarre, affidando interamente la tessitura melodica e armonica ai sintetizzatori, agli organi e al flauto.

Morten Øby suona come ospite alle Congas in vari brani.

 

L’album si fonda su un’idea filosofica e fantascientifica che indaga il rapporto tra luce, tempo e percezione.  Il concetto principale è che la luce riflessa dagli oggetti (e quindi dagli eventi storici) continua a viaggiare all’infinito nello spazio. La band ipotizza che, se potessimo viaggiare più velocemente della luce e superare questi “fasci riflessi”, potremmo osservare la storia della Terra proiettata nello spazio come su un televisore. I Tusmørke si interrogano sul paradosso per cui la luce è invisibile finché non incontra la materia. Senza oggetti a rifletterla, l’universo sarebbe un vuoto nero. Il titolo “Televisione a Colori” (traduzione di Fjernsyn i Farver) rappresenta quindi la nostra realtà: un insieme di colori e forme che esistono solo perché la luce “rimbalza” sulle cose, rendendo visibile il mondo. Se il disco precedente (Hinsides) si concentrava sulla morte e sul regno delle ombre, questo è l’album della Luce e dello Spazio, inteso sia come spazio profondo che come spazio psichedelico della mente. Nonostante i temi cosmici, rimane forte il legame con la natura norvegese, suggerendo che il mistero del cosmo è presente anche nella vita di tutti i giorni e nelle radici locali.

 

Fjernsyn i Farver è un disco di folk-prog psichedelico che si distingue per il suo sound volutamente vintage, che evoca i primi anni ’70.  Come già detto, la musica è interamente costruita su sintetizzatori d’epoca e flauto, creando una trama sonora densa e “pastorale”, ben lontana dal rock progressivo moderno e distorto.  L’album alterna momenti luminosi e fiabeschi, tipici del folk norvegese, a passaggi più inquietanti, quasi “acid-folk”, che rispecchiano i temi cosmici e misteriosi del concept. La sezione ritmica è molto vivace, con brani che incorporano elementi quasi funky e tribali, grazie all’uso abbondante di percussioni e congas, che si fondono con strutture tipiche del prog sinfonico. Il canto in norvegese dona al disco un’atmosfera teatrale e locale, che ricorda le tradizioni dei menestrelli, ma reinterpretate in chiave psichedelica.

 

“Fjernsyn I Farver” (Colour Television) Un’apertura vivace e ritmata, che inizia con un basso pulsante e flauti che trillano, per poi sfociare in un finale spettrale e acid-folk.  Il basso di Benediktator spicca per il suo groove quasi funk, mentre Krizla aggiunge una sfumatura psichedelica con il flauto.

 

“Kniven I Kurven” (The Knife in the Basket) è un pezzo dal sapore folk nordico tradizionale con un tocco più duro e spigoloso. L’atmosfera è suggestiva, con cori che evocano riti. The Phenomenon Marxo Solinas è protagonista al pianoforte e all’organo fuzzed, mentre l’ospite Morten Øby arricchisce il brano con le congas.

 

“Borgerlig Tussmørke” (Civil Twilight) è una ballata lenta e affascinante, la traccia più accessibile dell’album. Inizia in modo profondo e misterioso per poi culminare in un crescendo organistico trionfale. Ottimo lavoro di The Phenomenon Marxo Solinas all’organo e Mellotron, che guida l’intero sviluppo melodico del pezzo.

 

“3001” è la traccia più sperimentale e complessa. Si apre con effetti fantascientifici e beep elettronici, evolvendo in un caos cibernetico pesante dominato dalla distorsione. Krizla si occupa della parte elettronica iniziale, mentre il basso distorto di Benediktator e il Moog di Solinas creano una complessità sonora oscura.

 

“Death Czar” è l’unica traccia in inglese. Unisce ritmi tribali (quasi samba/funky) al tipico folk-prog della band. È un pezzo scuro ma ricco di psichedelia. HlewagastiR alla batteria e Morten Øby alle congas creano una sezione ritmica unica per il genere, mentre le voci alternate dei fratelli Momrak portano avanti il tema oscuro.

 

“Tøyens Hemmelighet” (The Secret Of Tøyen) è la suite finale di 9 minuti, un brano onirico che evoca spiriti della foresta e leggende locali, con un finale caratterizzato da echi lontani e grazia strumentale. Krizla al flauto e Benediktator al glockenspiel creano l’atmosfera fiabesca, supportati da un basso melodico e costante.

 

Un mix tra il prog pastorale (alla Jethro Tull o ai primi Genesis) e l’elettronica primitiva dei tedeschi (Krautrock).  L’assenza di chitarre è compensata da arrangiamenti di tastiere stratificati e da un flauto sempre presente. Grandissimo album.

La Mia Versione

Etichetta: Karisma Records – KAR142LP
Formato: Vinile, LP, Album
Paese: Norway
Uscita: 2018

Tracklist

1. Fjernsyn i farver (8:05)
2. Kniven i kurven (8:09)
3. Borgerlig tussmørke (3:51)
4. 3001 (8:38)
5. Death Czar (6:15)
6. Tøyens hemmelighet (8:55)
Durata 43:53

LineUp

- Benedikt Momrak "Benediktator" - voce, basso, percussioni, glockenspiel
- Lars Fredrik Frøislie - pianoforte a coda, Mellotron, Wurlitzer, clavicembalo, clavinett, organo Hammond, Minimoog, Solina, Korg CX-3
- Kristoffer Momrak "Krizla" - voce, flauto, elettronica, percussioni
- Martin Nordrum Kneppen "Hlewagastir" - batteria, percussioni

Con:
- Morten Øby - congas (2,5,6)

Link per l’ascolto sulle principali piattaforme di streaming ai seguenti link:

Piattaforme di Streaming:

YouTube Music – Disponibile per l'ascolto gratuito.

Spotify – Album completo con le 6 tracce.

Apple Music – Disponibile tramite abbonamento.

Acquisto e Supporto Diretto:

Bandcamp – Qui puoi ascoltare le tracce e acquistare l'album in formato digitale, vinile o CD per supportare direttamente la ban

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Nota: Tutti i link ai lavori dei musicisti sono nei TAG sotto il titolo dell'articolo o nella pagina "Artisti"