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Under The Sun dei Nucleus

19-10-2026 08:00

FrancescoProg

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Under The Sun dei Nucleus

Nel ’74, i Nucleus si stavano lasciando alle spalle il jazz puro dei primi album per abbracciare ritmi più serrati, groove coinvolgenti e tanta ...

Under The Sun dei Nucleus, album del 1974.

 

“Under The Sun” dei Nucleus, la mitica band britannica di jazz-rock/fusion guidata dal trombettista e compositore Ian Carr.

 

Nel ’74, i Nucleus si stavano lasciando alle spalle il jazz puro dei primi album per abbracciare ritmi più serrati, groove coinvolgenti e tanta elettronica. 

Come spesso succedeva con i Nucleus, Carr si presentò in studio con una formazione tutta nuova. 

 

Il sassofonista australiano Bob Bertles, che prese il posto di Brian Smith.

I chitarristi Jocelyn Pitchen e Ken Shaw, che portarono in studio gli effetti rock come il pedale wah-wah.

Il ritorno del grande pianista Gordon Beck, insieme a Geoff Castle alle tastiere e ai sintetizzatori.

Il bassista Roger Sutton e il batterista Bryan Spring a completare la sezione ritmica.

 

Il titolo dell’album, “Under The Sun” (“Sotto il sole”), rappresenta una svolta importante per Ian Carr, sia a livello concettuale che spirituale.  Questo cambiamento rifletteva sia il suo punto di vista personale che quello del mondo che lo circondava.

 

Nel 1973, con l’album “Roots” (“Radici”), Ian Carr aveva iniziato a esplorare musicalmente le origini dell’uomo, la terra e la natura. “Under The Sun” ne è la naturale continuazione. Dopo aver esplorato le “radici” sotterranee, la band alza lo sguardo verso il cielo, celebrando tutto ciò che vive ed esiste, appunto, “sotto il sole”. I titoli dei brani ne sono la prova: “Pastoral Graffiti” (“Graffiti pastorali”), “Feast Alfresco” (“Festa all’aperto”) e “Rites of Man” (“Riti dell’uomo”) evocano tutti un forte legame con la natura e gli spazi aperti.

 

L’espressione “Under the sun” è un modo di dire antico, che deriva anche dal testo biblico dell’Ecclesiaste, e che indica l’intera esperienza terrena, tutto ciò che accade nel mondo degli uomini.  Per Ian Carr, l’album voleva essere una celebrazione della vita e della rinascita. Non a caso, il brano centrale della suite si chiama “New Life” (“Nuova vita”).

 

C'è anche una vena di tipico humour britannico e di malinconia nella scelta del titolo. Nonostante l'album si chiami "Sotto il sole", la copertina dell'album mostra un paesaggio cupo, freddo, bagnato dalla pioggia e coperto da nuvole. Questo contrasto visivo sottolineava come la solarità e il calore della musica dei Nucleus (fortemente influenzata in quel disco dalle ritmiche calde del funk e del jazz americano) dovessero fare i conti con la grigia realtà e l'isolamento della Gran Bretagna dei primi anni '70.

 

Under The Sun segna il passaggio dal jazz-rock cerebrale dei primi anni a un jazz-funk ipnotico e ritmico. Ian Carr si ispira alle sperimentazioni elettriche di Miles Davis ma le reinterpreta con un tocco europeo e progressivr tutto suo.

Il basso di Roger Sutton e la batteria di Bryan Spring lasciano lo swing tradizionale e si concentrano su pattern ritmici ripetitivi e trascinanti, che ricordano il funk e l’afrobeat. Il pianoforte elettrico di Gordon Beck viene filtrato con un modulatore ad anello (ring modulator), creando sonorità distorte, metalliche e spaziali che fluttuano sopra il groove. Jocelyn Pitchen e Ken Shaw usano il pedale wah-wah e le distorsioni, avvicinando il disco al sound del rock psichedelico.

 

I brani che ho più apprezzato:

 

In Procession apre l’album con un tempo dispari incalzante e mette in scena un dialogo serratissimo tra la tromba di Carr e il sax di Bob Bertles, con il piano elettrico che fa capolino con le sue incursioni acide.

 

The Addison Trip, traccia scritta dal batterista Bryan Spring, è la più funk e ballabile dell’album.  Una linea di basso pulsante fa da base, impreziosito dai vocalizzi senza parole del cantante ospite Kieran White, che si fondono alla perfezione con la sezione fiati.

 

La Suite “Sarsaparilla / Feast Alfresco / Rites Of Man” è un’enorme composizione in tre parti che occupava quasi tutto il lato B del vinile, un viaggio sonoro cinematografico che alterna momenti orchestrali e maestosi a lunghe improvvisazioni libere, dove si sente tutta l’alchimia della band.

 

Ma il Brano Capolavoro per me è New Life, un pezzo di oltre 7 minuti che si apre con un’atmosfera jazz-fusion ipnotica e avvolgente, guidata da un giro di basso profondo su cui si intrecciano i fiati e il piano elettrico. A metà traccia c’è un colpo di genio: la musica sembra sfumare in un fade-out ingannevole. Invece di finire, il pezzo rinasce dalle sue ceneri con un nuovo potentissimo riff di basso che trascina tutta la band in una cavalcata funk trascinante. Il brano presenta un formidabile assolo di chitarra rock firmato da Ken Shaw e le divagazioni della tromba di Ian Carr filtrata attraverso il pedale wah-wah.

 

Under The Sun è un album dei Nucleus che merita più attenzione di quanta ne abbia ricevuta.  Non è il disco rivoluzionario del debutto Elastic Rock (1970) né quello innovativo di We’ll Talk About It Later (1971), ma rappresenta a mio avviso il punto più alto della loro maturità jazz-funk.

 

Roger Sutton e Bryan Spring, alla sezione ritmica, sono una macchina perfetta. L’album scorre con una fluidità ritmica incredibile, rendendolo molto più caldo e accessibile rispetto alle fredde sperimentazioni di altre band dell’epoca. Pur ispirandosi al Miles Davis elettrico, Ian Carr riesce a creare un sound unico, che non si limita a copiare il jazz-rock americano.  L’album conserva una vena lirica, pastorale e a volte malinconica che caratterizza la fusion britannica. Gli effetti elettronici (come il ring modulator) e le chitarre rock distorte sono usati con maestria, arricchendo la musica senza diventare mai troppo invasivi.

 

I continui cambi di formazione in quel periodo hanno un po’ spezzato quella coesione che avevano all’inizio, anche se il livello tecnico dei musicisti rimane altissimo. È un album da ascoltare tutto d’un fiato, soprattutto la seconda facciata.  La mancanza di un brano trainante e immediato lo ha penalizzato commercialmente quando è uscito.

 

Under The Sun è un piccolo gioiello della fusion anni ’70, un disco che il tempo ha saputo apprezzare.  Se all’epoca non ebbe il successo che meritava, forse perché il mercato prog/fusion era saturo, oggi è un vero cult per gli appassionati di vinili rari e per chi ama il jazz-funk.  La sua atmosfera è davvero unica, un mix perfetto tra la grinta ritmica del funk e la dolce malinconia dei paesaggi inglesi. Album eccellente!

 

La Mia Versione

Etichetta: Be With Records – BEWITH104LP
Formato: Vinile, LP, Album, Reissue
Paese: UK
Uscita: 26 ago 2022

 

Tracklist

A1        In Procession    2:52
A2        The Addison Trip 3:53
A3        Pastoral Graffiti    3:28
A4        New Life    7:01
A5        A Taste Of Sarsaparilla    0:40
B1        Theme 1 Sarsaparilla    6:45
B2        Theme 2 Feast Alfresco    5:56
B3        Theme 3 Rites Of Man    9:58

 

Lineup

Alto Saxophone, Baritone Saxophone, Bass Clarinet, Flute – Bob Bertles
Bass – Roger Sutton
Drums, Percussion, Timpani – Bryan Spring
Electric Piano, Percussion – Gordon Beck
Electric Piano, Synthesizer – Geoff Castle
Guitar – Jocelyn Pitchen, Ken Shaw
Trumpet, Flugelhorn – Ian Carr

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