Agorà 2 degli Agorà, album del 1975.
Agorà 2, il secondo album degli Agorà, è un vero gioiello del jazz-rock e rock progressivo italiano. A differenza del loro primo album, Live in Montreux (1975), registrato dal vivo, questo lavoro in studio mostra una maturità musicale notevole, con un sound jazz più intenso e strutturato, che lascia meno spazio alle improvvisazioni e al progressive classico.
La band, composta principalmente da musicisti marchigiani con un background tecnico di tutto rispetto, ha visto Roberto Bacchiocchi alle tastiere e Paolo Colafrancesco al basso (che suonava il basso in Montreux) come i principali artefici del loro sound unico. Prima di formare gli Agorà nel 1974, Bacchiocchi e Colafrancesco avevano già collaborato a diversi progetti di rock progressivo e musica leggera. Insieme, avevano formato il duo acustico/pop-prog “Paolo e Francesco”, pubblicando due singoli sotto la guida del famoso produttore Gian Piero Reverberi. Inoltre, avevano fatto parte degli Oz Master Magnus Ltd., un collettivo di rock progressivo marchigiano, con cui avevano inciso un album omonimo nei primi anni ’70, prima di sciogliersi e dedicarsi completamente agli Agorà.
Ovidio Urbani, grandissimo con il suo sassofono soprano e contralto, era il membro più anziano ed esperto degli Agorà. Prima di unirsi alla band, aveva una carriera da turnista nei night club di Milano e Roma, suonando in locali storici come lo Santa Tecla e nel circuito del Piper. Ha collaborato con grandi nomi della musica leggera italiana come Little Tony, Massimo Ranieri e ha fatto parte dell’orchestra televisiva di Raffaella Carrà. Urbani è rimasto una figura fondamentale della band anche durante la reunion degli anni 2000.
Renato Gasparini, insieme a Urbani, è l’anima storica che ha portato il nome degli Agorà fino ad oggi. Dopo lo scioglimento della band alla fine degli anni ’70, si è dedicato al design e alla gestione nel settore dell’arredamento e dell’architettura, ma la sua passione per la musica non si è mai spenta. Ha guidato la reunion del gruppo nel 2002 e la pubblicazione dei successivi album in studio Ichinen (2013) e Bombook (2016).
Mauro Mencaroni, batterista dal tocco geometrico ed elegante, ha suonato con gli Agorà durante tutta la prima fase degli anni ’70. Ha partecipato anche alla prima fase della reunion acustica del 2002, prima di passare definitivamente le bacchette a Massimo Manzi, un vero gigante del jazz italiano.
Lucio Cesari e Nino Russo sono entrati a far parte della band nel 1976 per registrare Agorà 2, portando un tocco fusion e funky al sound del gruppo. Lucio Cesari è rimasto molto legato alla band, partecipando attivamente alla reunion e ai dischi del nuovo millennio. Nelle ultime fasi dei tour degli anni ’70, prima dello scioglimento, la sezione ritmica e le percussioni hanno visto anche la breve collaborazione dell’esperto percussionista italo-svizzero Pepe Maina e di collaboratori esterni come Robert Clark.
Prima di questo album il gruppo ha fatto un cambiamento importante: Lucio Cesari ha preso il posto di Colafrancesco al basso. Questo cambio di formazione ha segnato una svolta verso brani più strutturati.
L’album è nato dopo dieci mesi di prove intense a Serra San Quirico, in provincia di Ancona. La band aveva un metodo di lavoro particolare: registravano le jam session e poi sceglievano i pezzi migliori per arrangiarli in un secondo momento.
Le registrazioni finali si sono fatte a Milano, in una sala vicino al famoso Jazz Club “Capolinea”. Per mantenere l’alchimia e il feeling creati durante le prove, hanno registrato tutto dal vivo, con pochissime sovraincisioni successive.
Agorà 2 e il suo singolo, Cavalcata Solare, sono dei veri gioielli, pieni di talento tecnico e artistico. Purtroppo, quando sono usciti, non hanno avuto il successo che meritavano. È stato un periodo difficile per il progressive rock italiano, che si trovava a fare i conti con le tensioni politiche e sociali dell’epoca, come i famosi disordini del Festival del Parco Lambro del 1976, a cui la band ha partecipato.
Anche se le vendite non sono state brillanti, gli Agorà hanno continuato a suonare con passione. Purtroppo, l’etichetta non ha rinnovato il contratto e il gruppo si è sciolto poco dopo.
L'album si discosta dal rock progressivo sinfonico e teatrale che andava di moda tra le band italiane di quegli anni, per abbracciare un sound jazz-rock e fusion, ispirato a gruppi americani come i Weather Report e i Return to Forever.
Il suono è dominato dai sassofoni di Ovidio Urbani e Nino Russo, che creano trame intricate e sostituiscono quasi la voce umana. Il piano elettrico Fender Rhodes di Roberto Bacchiocchi detta le armonie e crea atmosfere morbide e cinematografiche. Il basso di Lucio Cesari e la batteria di Mauro Mencaroni creano groove solidi e geometrici, tipici del funky-jazz. L’album è completamente strumentale, quindi l’espressività è tutta affidata al dialogo tra gli strumenti.
Un disco che mi ha sorpreso fin dalle prime note, questi sono i brani che ho più apprezzato:
Un capolavoro “Punto Rosso”, il brano di apertura che inizia con un’introduzione rilassata che poi si trasforma in un jazz-rock energico, con un assolo di sassofono eccezionale.
“Tall El Zaatar” è una delle tracce più intense e coinvolgenti. Il titolo si ispira al tragico evento del massacro del campo profughi palestinese di Tall El Zaatar nel 1976. Musicalmente, crea un’atmosfera cupa e malinconica, ricca di percussioni e carica di una forte tensione emotiva.
“Cavalcata Solare”, traccia scelta come singolo all’epoca, è la più dinamica, con un tema coinvolgente guidato dalla chitarra e dai fiati che suonano insieme, supportato da un ritmo incalzante che si evolve in caldi intrecci fusion.
“La Bottega Di Duilio” rallenta i ritmi, mostrando il lato più intimo e riflessivo della band. Si basa su delicate melodie di pianoforte elettrico e ricami di chitarra acustica a 12 corde.
Agorà 2 è un capolavoro del jazz-rock e della fusion italiana degli anni ’70, e anche se all’epoca non ha avuto un grande successo commerciale a causa della crisi del progressive, ha comunque vinto il premio della critica discografica come miglior album, un riconoscimento che dice tutto.
Rispetto al loro primo album dal vivo a Montreux, la registrazione in studio mostra una band impeccabile, matura e coesa. Inciderlo in presa diretta è stata una scelta azzeccata, perché ha mantenuto intatta l’energia e la spontaneità delle loro jam session.
È un album ricco di atmosfere, a tratti malinconiche, rilassate e misteriose. L’intreccio morbido tra i sassofoni e il piano Fender Rhodes è un piacere per le orecchie, e la chitarra, invece di emulare il virtuosismo aggressivo della Mahavishnu Orchestra, preferisce ricamare trame sottili e raffinate.
Agorà 2 è oggi un cult-album imprescindibile per chi vuole capire l’evoluzione della musica strumentale italiana. Un disco da ascoltare e riascoltare. Eccellente!
La Mia Versione
Etichetta: Atlantic – T 50324
Serie: Prog Rock Italiano – 74
Formato: Vinile, LP, Album, Reissue, Gatefold
Paese: Italy
Uscita: 3 ago 2020
Tracklist
A1 Punto Rosso 5:24
A2 Piramide Di Domani 6:01
A3 Tall El Zaatar 8:25
B1 La Bottega Di Duilio 5:52
B2 Simbiosi (Vasi Comunicanti) 5:28
B3 Cavalcata Solare 8:40
Lineup
Bass Guitar – Lucio Cesari
Drums – Mauro Mencaroni
Electric Piano – Roberto Bacchiocchi
Percussion, Baritone Saxophone – Nino Russo
Soprano Saxophone – Ovidio Urbani
Twelve-String Guitar – Renato Gasparini










