
L.I.F.T. dei The Neal Morse Band, album del 2026.
Una band che amo e della quale ho parlato moltissimo in occasione delle recensioni di tutti i loro lavori in studio.
L.I.F.T. è stato pubblicato il 27 febbraio 2026 da InsideOut Music. Questo concept album di rock progressivo rappresenta un cambiamento significativo per la band, che ha lasciato i Radiant Studios di Neal a Nashville per trasferirsi in Oklahoma, nello studio di Eric Gillette. La scelta è stata fatta per permettere a Gillette di essere vicino alla sua neonata. Questo nuovo ambiente ha influenzato il suono, rendendolo più “vivace” e meno legato agli schemi dei dischi precedenti, pur mantenendo le caratteristiche tipiche della band, come le armonie vocali a cinque voci e le fughe di tastiera.
La band ha dovuto lavorare con poco tempo a disposizione a causa degli impegni di Mike Portnoy con i Dream Theater. I membri si sono ritrovati senza materiale già pronto e hanno creato l’intero concept album partendo da zero durante i primi giorni di registrazione.
L’album vede il ritorno della formazione classica che ha caratterizzato la band fin dal suo debutto nel 2015. La lineup è rimasta invariata, con Neal Morse (voce, tastiere, chitarra), Mike Portnoy (batteria, voce), Randy George (basso), Eric Gillette (chitarra, voce) e Bill Hubauer (tastiere, voce). Dopo la parentesi di Innocence & Danger (2021), una raccolta di canzoni separate, L.I.F.T. segna il ritorno della band al concept album coeso. A differenza dei due volumi di The Similitude, ispirati a un’opera letteraria preesistente (Il pellegrinaggio del cristiano), L.I.F.T. è una storia originale creata insieme dalla band. Come in The Grand Experiment (2015), il materiale è nato interamente in studio da zero, dando vita a una miscela tra la complessità tecnica dei primi lavori e la struttura canzone più accessibile degli ultimi anni.
A differenza dei concept più lineari o allegorici del passato, L.I.F.T. esplora temi psicologici e spirituali sotto il titolo “The Belonging” (l’appartenenza). Il protagonista attraversa un ciclo di vita completo: dalla connessione iniziale con il mondo alla disperazione della solitudine, arrivando a un “grido d’aiuto” che porta a una rinascita spirituale. Neal Morse ha descritto l’album come un tentativo di esprimere il desiderio innato dell’uomo di sentirsi parte di qualcosa di più grande, rendendo il messaggio meno “didattico” e più emotivo rispetto ai suoi lavori precedenti. I testi di L.I.F.T. riflettono la profonda fede cristiana di Morse, ma con un approccio più intimo e meno “predicatorio” rispetto ai suoi lavori solisti, concentrandosi su temi universali di sofferenza e redenzione.
L’album è ricco di riferimenti spirituali. È dedicato a Gesù Cristo, definito la fonte di ispirazione e “Colui che solleva” l’anima. Mentre Morse è l’autore principale, tutta la band, inclusi Portnoy e Gillette, ringrazia per la “guida divina” ricevuta durante la creazione, avvenuta in soli sette giorni in Oklahoma. Infine, la band si rivolge a chi sta vivendo un momento difficile, invitando a lasciar andare la vergogna e a riscoprire il proprio valore spirituale.
Questo album di progressive rock imponente ed epico alterna momenti di estrema potenza a passaggi di pura melodia. Fonde il classico prog rock anni ’70, ispirato a Genesis e Kansas, con l’energia dell’hard rock e del progressive metal. Influenze gospel e pop-prog donano un’atmosfera solare e teatrale ad alcuni brani.
Un marchio di fabbrica della band, le armonie vocali a cinque voci, qui sono ulteriormente perfezionate. Tutti i membri contribuiscono alle voci, creando intrecci corali complessi e scambi di strofe tra Morse, Hubauer e Gillette. L’album spazia da ballate acustiche e introspettive a brani heavy e frenetici, veri e propri pezzi metal che mettono in risalto l’influenza del batterista.
Temi musicali ricorrenti appaiono nell’Overture (“Beginning”) e vengono rielaborati in tutto il disco. La sinergia alle tastiere di Morse e Hubauer, insieme alla sezione ritmica guidata da Mike Portnoy con grande uso di tempi dispari, è notevole.
Non mancano il progressive fusion, i complessi contrappunti vocali multiparti e le linee di tastiera che ricordano i Gentle Giant degli anni ’70, uno stile che Neal Morse aveva precedentemente introdotto con gli Spock’s Beard. La presenza di Bill Hubauer e il suo uso di texture orchestrali di synth, unite alle armonie a cinque voci, ricordano spesso la maestosità dei Kansas.
La tecnica tastieristica mi ha ricordato spesso i Supertramp, con quel classico pianoforte elettrico, incisivo ma melodico, con un tocco quasi sincopato e una andatura trascinante.
L’album si apre con “Beginning”, un’ouverture strumentale che introduce i temi ricorrenti che caratterizzeranno il disco. La sezione ritmica, con Mike Portnoy e Randy George, è subito in grande evidenza con la sua complessità.
“Fully Alive” è un brano pop-prog con elementi gospel. Bellissimo l’interplay vocale tra Neal Morse, Bill Hubauer ed Eric Gillette, che si alternano nelle parti soliste. Gillette spicca con il primo assolo di chitarra del disco.
“I Still Belong” è una breve ballata melodica che ricorda lo stile dei Kansas. “Gravity’s Grip”, invece, è un breve passaggio strumentale prog rock.
“Hurt People” è un brano progressive metal, la traccia più pesante dell'album, con un assolo bellissimo di Eric Gillette e un Portnoy aggressivo in stile Dream Theater.
“The Great Withdrawal” è caratterizzato da imponenti cori e un grande assolo di chitarra.
“Contemplation” è un breve intermezzo strumentale con una parte classica di pianoforte di Bill Hubauer.
“Shame About My Shame” contiene un assolo di chitarra molto virtuoso di Gillette che si estende per gran parte del brano, con atmosfere floydiane.
“Reaching” è un brano rock molto trascinante con bellissime armonie vocali e uno degli assoli di chitarra più belli di Gillette.
“Carry You Again” inizia come una ballata acustica e si evolve in un’atmosfera epica.
“Shattered Barricade” è una breve transizione strumentale che annuncia “Fully Alive, Pt. 2”, una ripresa più solare del tema principale.
“Love All Along” è la suite epica che chiude il disco, in perfetto stile NMB, con passaggi sinfonici e acustici e un finale imponente che riscopre tutti i temi musicali del disco.
Bellissimo disco, che non può mancare nella collezione degli appassionati di questa band dagli standard sempre altissimi ma che non introduce nulla di veramente nuovo, cosa non negativa se considerando che parliamo di un supergruppo di musicisti stratosferici, ma neanche positiva in un mondo del progressive rock che evolvendosi, chiede sempre qualcosa di innovativo, sfida accettata con coraggio da molte band emergenti che in questo modo si mettono davvero in gioco. Ottimo album, non eccellete anche a causa della copertina, senza dubbio non al pari delle bellissime cover dei dischi precedenti.
La Mia Versione
Etichetta: Inside Out Music – IOM765, Sony Music – 19802987221
Formato: 2 x Vinile, LP, Album, Stereo
Paese: Europe
Uscita: 27 feb 2026
Tracklist
Side A
BEGINNING
FULLY ALIVE
I STILL BELONG
Side B
GRAVITY'S GRIP
HURT PEOPLE
THE GREAT WITHDRAWAL
CONTEMPLATION
Side C
SHAME ABOUT MY SHAME
REACHING
CARRY YOU AGAIN
Side D
SHATTERED BARRICADE
FULLY ALIVE PART 2
LOVE ALL ALONG
Durata 71 Minuti
LineUp
Neal Morse: Voce, tastiere e chitarra acustica
Mike Portnoy: Batteria e voce
Eric Gillette: Chitarra solista e voce
Bill Hubauer: Tastiere e voce
Randy George: Basso
Link per l’ascolto:
E' possibile ascoltare l'album intero o i singoli estratti ai seguenti link:
Alcune Tracce dal Canale ufficiale Youtube The Neal Morse Band










Nota: Tutti i link ai lavori dei musicisti sono nei TAG sotto il titolo dell'articolo o nella pagina "Artisti"

