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611 Recensioni - 352 Artisti - 85 Schede biografiche dettagliate - 26 Meteore Prog - 22 Sotto-Generi del Progressive Rock

Mandalaband dei Mandalaband

03-04-2026 14:12

Francesco Prog Rock World

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Mandalaband dei Mandalaband

Mandalaband dei Mandalaband, album del 1975, un’opera ambiziosa e singolare nel mondo del progressive rock per la sua fusione tra rock sinfonico e temi ...

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Mandalaband dei Mandalaband, album del 1975.

 

I Mandalaband sono una band progressive rock inglese nata nel 1974 grazie al compositore e ingegnere del suono David Rohl.

La formazione originale, nel 1975, era composta da David Rohl, Vic Emerson alle tastiere, Ashley Mulford alla chitarra, John Stimpson al basso e Tony Cresswell alla batteria.  Nello stesso anno, pubblicarono il loro album di debutto, Mandalaband, per la Chrysalis Records.  L’album era incentrato sulla suite “Om Mani Padme Hum”, ispirata alla cultura tibetana.  Poco dopo l’uscita del disco, i membri del gruppo, ad eccezione di Rohl, si separarono per fondare i Sad Café con il cantante Paul Young. Rohl, in seguito, continuò a utilizzare il nome del progetto per realizzare un’opera rock ambiziosa intitolata The Eye of Wendor: Prophecies (1978).

Il nome “Mandalaband” deriva dalla parola sanscrita “Mandala”, che significa cerchio o diagramma geometrico sacro.  L’idea visiva e filosofica del mandala, simbolo dell’universo e del cammino verso l’illuminazione, è alla base della struttura ciclica e solenne della musica dei Mandalaband.

 

I Mandalaband scrivevano principalmente in inglese, ma sono noti per l’uso di lingue orientali e antiche nei loro concept album, a seconda dei temi trattati.  Ad esempio, il loro primo album presenta la suite da 20 minuti “Om Mani Padme Hum”, che utilizza l’omonimo mantra buddista. Pur essendo tecnicamente in sanscrito, il mantra è strettamente legato alla cultura tibetana, tema centrale dell’album.  Alcune recensioni dell’epoca definirono giustamente l’opera “rock cantato in lingua tibetana”.  L’uso di queste lingue rispecchia l’interesse del fondatore David Rohl per la storia e la mitologia.

 

L’album di debutto uscito nel 1975 e spesso chiamato Mandalaband I, è un’opera ambiziosa e singolare nel mondo del progressive rock per la sua fusione tra rock sinfonico e temi spirituali tibetani. Questa recensione si concentra sulla nuova edizione dell’album originale del 1975, ampliato a due LP in vinile da 180 grammi che include il mix originale del 1975 e un remix del 2024 realizzato da David Rohl stesso.

 

L’album si basa principalmente su due elementi fondamentali: la suite “Om Mani Padme Hum”, un brano di 20 minuti che ne costituisce il fulcro filosofico e il cui testo non segue una storia lineare tradizionale, ma piuttosto crea un’atmosfera di preghiera e meditazione collettiva grazie all’uso di canti corali maestosi. Quest’opera è una risposta artistica all’occupazione cinese del Tibet iniziata negli anni ’50. David Rohl voleva rendere omaggio alla resistenza spirituale dei monaci e alla figura del quattordicesimo Dalai Lama, che all’epoca era in esilio da circa 15 anni.

 

Il resto dell’album (tutto il lato B) si concentra sul tema della Determinazione, celebrando la forza interiore necessaria per preservare la propria cultura e identità di fronte all’oppressione.  Un altro tema importante è la maestosità dell’Himalaya, che viene elevato a simbolo di purezza spirituale inaccessibile agli invasori.

 

“Om Mani Padme Hum” è la Suite Epica di 20 minuti ispirata al buddismo tibetano.  Un “muro di suono” che fonde rock e musica classica. Inizia con temi meditativi che esplodono in arrangiamenti corali maestosi. Divisa in 4 movimenti, il nuovo mix bilancia meglio coro e sezione rock, rendendo percussioni e sintetizzatori più incisivi. Rohl ha rimosso la compressione eccessiva del ’75. Il London Chorale suona tridimensionale. Le transizioni tra i movimenti sono più fluide e i synth di Vic Emerson hanno una definizione cristallina. La batteria di Tony Cresswell spicca, rivelando sfumature dinamiche (ghost notes e piatti) prima impercettibili, rendendo la suite meno statica e più rock.

 

“Determination” è un brano Hard Rock progressive energico, guidato da un riff incalzante che mette in mostra il lato tecnico della band.  Il basso di John Stimpson, più presente nel nuovo mix, dona al pezzo una spinta quasi “heavy”. Un tour de force per la sezione ritmica, che evidenzia l’intesa che porterà alla nascita dei Sad Café.

 

“Song For A King” è una Ballata sinfonica melodica, epica ma malinconica, con una chitarra solista molto espressiva e un arrangiamento orchestrale che aumenta d’intensità. La parte vocale di Dave Durant è stata pulita, eliminando riverberi artificiali dell’epoca per un suono più naturale. La chitarra solista di Ashley Mulford è eccezionale, con un sustain più nitido nel nuovo mix, che porta il brano a livelli emotivi superiori.


“Roof Of The World” celebra la maestosità delle montagne tibetane con l’atmosfera grandiosa delle tastiere di Vic Emerson, che evocano l’altitudine e la spiritualità del luogo.  Nel nuovo mix, fiati sintetici e Mellotron sono ri-bilanciati per non sovrastare la voce, e il finale è più definito, esaltando il lavoro di Emerson.

 

“Looking In” è il brano più breve e introspettivo dell’album originale, caratterizzato da un’atmosfera intima, quasi blues/jazz, e da un’atmosfera rilassata e onirica. La chitarra di Ashley Mulford spicca per la sua pulizia e melodia.

 

Looking In (CBS Studios Chrysalis Live Audition) è la traccia bonus, si tratta di un live in studio, grezzo ma molto emozionante, a mio avviso il pezzo più bello del disco.
Una traccia d'archivio inedita che a differenza della versione originale, mostra la potenza live dei musicisti e la voce di Durant più intensa. Sembra fosse il provino registrato per la casa discografica.

 

Il Progressive Rock Sinfonico di questo gruppo è potente e maestoso, con un suono solenne e orchestrale arricchito da una presenza corale imponente. L’uso massiccio del London Chorale evoca l’atmosfera di una messa da requiem o di un’opera lirica, donando alla musica un’aura sacra e cinematografica.

Vic Emerson, protagonista indiscusso, suona una vasta collezione di tastiere dell’epoca, tra cui Mellotron, Moog e organo. Il suo stile ricorda quello di Rick Wakeman degli Yes, alternando tappeti orchestrali ad assoli tecnici e rapidi.

Pur trattando temi spirituali, la base ritmica è energica, quasi Hard Rock. Questo crea un contrasto tra la “leggerezza” dei temi orientali e la spinta decisa del rock britannico degli anni ’70.

Ashley Mulford si distingue per uno stile pulito e sognante, con note lunghe e sature che richiamano i Genesis o i Camel, bilanciando l’aggressività dei sintetizzatori.

Una band che ha avuto una storia breve ma che con questo album si è guadagnata di diritto un posto nella storia del progressive rock. Ottimo!

La Mia Versione

Etichetta: Chrysalis Records Ltd. – CRV1605
Formato: 2 x Vinile, LP, Album, Stereo
Paese: Czech Republic & Slovakia
Uscita: 8 feb 2024

Tracklist

C1        Om Mani Padme Hum (In Four Movements) - 2024 David Rohl Version    19:22
D1        Determination - 2024 David Rohl Version    5:48
D2        Song For A King - 2024 David Rohl Version    5:18
D3        Roof Of The World - 2024 David Rohl Version    4:28
D4        Looking In - 2024 David Rohl Version    4:39
D5        Looking In (CBS Studios Chrysalis Live Audition)    4:48

LineUp

Basso – John Stimpson 

Coro – The London Chorale 

Batteria – Tony Cresswell 

Ingegnere – Tim Friese-Greene 

Chitarra – Ashley Mulford 

Tastiere – Vic Emerson 

Mix di – Bill Price, David Rohl 

Produttore – John Alcock 

Voce – David Durant

Link per l’ascolto sulle principali piattaforme di streaming ai seguenti link:

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