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A Curious Feeling di Tony Banks

18-09-2026 08:00

FrancescoProg

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A Curious Feeling di Tony Banks

A Curious Feeling di Tony Banks, album del 1979. A Curious Feeling, il primo album solista di Tony Banks, tastierista e cofondatore dei Genesis...

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A Curious Feeling di Tony Banks, album del 1979.

 

A Curious Feeling, il primo album solista di Tony Banks, tastierista e cofondatore dei Genesis, è uscito nell’ottobre del 1979 per la Charisma Records.  Il disco è nato durante una breve pausa dei Genesis, dovuta anche agli impegni personali del batterista Phil Collins.

 

Inizialmente, Banks aveva in mente di trasformare il romanzo fantascientifico “Fiori per Algernon” di Daniel Keyes in musica.  Alla fine, però, ha optato per una storia originale, pur riprendendo alcuni elementi del libro.

Le registrazioni si sono svolte in Svezia, ai Polar Music Studios degli ABBA a Stoccolma.  Tony Banks ha suonato quasi tutti gli strumenti, tra cui tastiere, chitarra, basso e percussioni.  Chester Thompson, storico batterista dei tour dei Genesis, ha suonato la batteria e le percussioni, mentre Kim Beacon si è occupato della voce.

 

Il disco si sviluppa come una narrazione drammatica e psicologica che esplora la graduale perdita di memoria e intelligenza attraverso gli occhi del protagonista.  L’ispirazione iniziale proviene dal romanzo di fantascienza “Fiori per Algernon” di Daniel Keyes, in cui un uomo con un grave ritardo mentale subisce un intervento chirurgico che triplica il suo quoziente intellettivo, per poi vivere un tragico e inarrestabile declino mentale che lo riporta alla condizione iniziale.

 

Il titolo “A Curious Feeling” (Una strana sensazione) cattura perfettamente il viaggio psicologico del protagonista.  Indica quel preciso istante in cui una persona si rende conto che qualcosa dentro di lei sta cambiando profondamente, senza capirne subito il motivo.

 

Questo titolo racchiude tre significati importanti legati alla storia. Innanzitutto, rappresenta il momento di massimo splendore mentale del protagonista. Dopo aver sbloccato un potenziale intellettuale incredibile (ispirato al libro Fiori per Algernon), l’uomo prova una sensazione di chiarezza e meraviglia assoluta. È una “strana sensazione” di onnipotenza intellettuale: finalmente riesce a vedere oltre le menzogne della politica e della filosofia, scoprendo una libertà di pensiero mai provata prima.

 

Poco dopo aver raggiunto questo apice, quella stessa “strana sensazione” si trasforma in inquietudine. Diventa il primo segnale della perdita di sé. Il protagonista inizia a percepire un cambiamento sottile e indefinibile nel suo cervello, il primo sintomo del tragico declino cognitivo che lo porterà a dimenticare tutto e a perdere la ragione.

 

Curious Feeling è l’opera più autentica e genuina di Tony Banks, il vero “custode” del suono classico dei Genesis.

 

Musicalmente, l’album si colloca tra il progressive rock sinfonico dei Genesis di fine anni ’70 (come in Wind & Wuthering) e un approccio più accessibile, quasi art pop. Essendo il disco di un tastierista, lo stile è caratterizzato da maestosi tappeti di Mellotron, assoli di sintetizzatore (Polymoog e ARP Avatar) e passaggi pianistici di rara eleganza.

Banks crea trame intricate, ma rispetto agli eccessi del prog dei primi anni ’70, elimina i tempi dispari estremi per concentrarsi su melodie fluide, atmosfere malinconiche e narrazioni epiche.

 

La batteria di Chester Thompson aggiunge dinamismo e potenza rock, mentre la voce ruvida e calda di Kim Beacon  conferisce all’album un’impronta teatrale e tormentata.

 

L’album scorre in modo continuo, quasi come una suite, ma alcuni brani spiccano per la loro intensità. 

 

“From the Undertow” è un preludio strumentale guidato dal pianoforte e da un imponente crescendo di tastiere, il cui tema principale nasce da un’improvvisazione scartata da And Then There Were Three… dei Genesis.

 

“The Lie” è un brano cupo, ritmico e teatrale che cresce d’intensità fino a sfociare direttamente nella traccia successiva.

La title track, “A Curious Feeling”, è l’episodio più solare e ritmato dell’album, una traccia pop-prog sofisticata che spezza temporaneamente la malinconia generale.

 

“The Waters of Lethe” è uno strumentale ipnotico e sognante, con atmosfere eteree che evocano perfettamente il viaggio della mente del protagonista verso l’oblio totale.

 

 “After the Lie” è a mio avviso il capolavoro dell’album. Il brano rappresenta l’apice drammatico del concept e vanta una struttura musicale straordinaria. La tensione drammatica si sviluppa su un incedere incalzante sorretto dal lavoro magistrale di Chester Thompson alla batteria. La seconda metà del brano è dominata da un assolo di sintetizzatore devastante e lunghissimo, considerato tra i migliori mai scritti da Tony Banks, inclusi i lavori con i Genesis. Per dinamica, epicità e arrangiamento, “After the Lie” avrebbe potuto tranquillamente trovare posto in pietre miliari come A Trick of the Tail o Wind & Wuthering.

 

Grande disco.

 

La Mia Versione

Etichetta: Charisma – 9124 048
Formato: Vinile, LP, Album, Stereo
Paese: Italia
Uscita: 1979

 

Tracklist

A1        From The Undertow    2:44
A2        Lucky Me    4:25
A3        The Lie    4:58
A4        After The Lie    4:48
A5        A Curious Feeling    3:55
A6        Forever Morning    6:02
B1        You    6:28
B2        Somebody Else's Dream    7:45
B3        The Waters Of Lethe    6:29
B4        For A While    3:35
B5        In The Dark    3:00

 

Lineup

Drums, Percussion – Chester Thompson
Keyboards, Guitar, Bass, Percussion – Tony Banks
Vocals – Kim Beacon

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