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Pale Communion degli Opeth

22-10-2026 08:00

FrancescoProg

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Pale Communion degli Opeth

Dopo anni a esplorare il progressive death metal con album-capolavoro come Blackwater Park, il frontman Mikael Åkerfeldt ha deciso di abbandonare il growl ...

Pale Communion degli Opeth, album del 2014.

 

Communion segna il consolidamento del cambio di stile iniziato con Heritage nel 2011.

 

Dopo anni a esplorare il progressive death metal con album-capolavoro come Blackwater Park, il frontman Mikael Åkerfeldt ha deciso di abbandonare il growl e le sonorità metal estreme. 

 

Con Pale Communion, gli Opeth si tuffano a capofitto nel progressive rock e nell’hard rock anni ’70, prendendo ispirazione da leggende del prog anni ‘70.

La formazione degli Opeth in questo album ha visto un cambiamento importante: il tastierista storico Per Wiberg è stato sostituito da Joakim Svalberg.  Il suo tocco con le tastiere vintage, l’organo Hammond e il Mellotron è diventato un elemento chiave dell’album.

 

Ecco la band:

Mikael Åkerfeldt – Voce, chitarra solista, chitarra acustica

Fredrik Åkesson – Chitarra ritmica, chitarra solista, cori

Joakim Svalberg – Organo Hammond, Mellotron, pianoforte, tastiere, cori

Martin Mendez – Basso

Martin “Axe” Axenrot – Batteria, percussioni

 

Il debutto in studio di Joakim Svalberg lo vede anche partecipare per la prima volta a tutto il processo di registrazione e arrangiamento. Se Heritage aveva introdotto la svolta progressive, Pale Communion la perfeziona anche grazie al suo lavoro eccezionale.  Le sue tastiere non sono un semplice sottofondo, ma spesso rubano la scena, come nella traccia d’apertura “Eternal Rains Will Come”, che inizia proprio con un’esplosione di organo Hammond intrecciata alla batteria.

Svalberg usa tantissimo organo Hammond, Mellotron e pianoforte. Questa combinazione dà al disco quel calore analogico e quell’atmosfera nostalgica tipica del rock progressivo britannico dei primi anni ’70. Oltre alle tastiere, Svalberg contribuisce in modo importante ai cori e alle complesse armonie vocali pulite che caratterizzano i brani dell’album.

 

Grandissimo l’impatto di Steven Wilson nel suo sodalizio artistico con Mikael Åkerfeldt, che ha lavorato alla produzione e al missaggio del disco. Il suo tocco è evidente in tutto l’album, non solo nel missaggio, ma anche nei cori e nelle seconde voci che si intrecciano perfettamente con la voce di Åkerfeldt, soprattutto nei momenti più melodici e sognanti.

 

Un’altra collaborazione di grande impatto è quella con Dave Stewart, che si è occupato degli arrangiamenti per archi. Stewart, noto compositore e arrangiatore legato alla scena Canterbury e ai progetti di Wilson, ha orchestrato gli archi veri e propri che arricchiscono brani epici come “Voice of Treason” e la conclusiva “Faith in Others”. Registrati agli Angel Studios di Londra, questi archi reali aggiungono una profondità cinematografica e drammatica incredibile a questi pezzi.

 

Pale Communion è un album di progressive rock puro, raffinato e nostalgico, che affonda le sue radici nelle sonorità degli anni ’70. 

Segna l’addio all’Extreme Metal con Mikael Åkerfeldt che abbandona il growl per una voce calda, espressiva e ricca di armonie vocali a più strati, spesso supportate da Steven Wilson e Joakim Svalberg. Le chitarre abbandonano le accordature ribassate e le distorsioni pesanti del metal estremo, optando per riff energici e fluidi, vicini all’hard rock classico e al jazz-rock fusion. L’organo Hammond, il Mellotron e il pianoforte Rhodes sono protagonisti, conferendo al disco un calore analogico e un’atmosfera retrò. Gli arrangiamenti di Dave Stewart, come in “Voice of Treason”, introducono elementi di symphonic prog, con archi reali che creano una tensione drammatica e quasi cinematografica, simile a una colonna sonora.

 

Gli Opeth mantengono la loro celebre imprevedibilità strutturale, ma la applicano a contesti non metallici. I brani cambiano continuamente direzione: da sezioni acustiche e sognanti, ispirate al folk rock britannico, a improvvisi e serrati incastri strumentali jazz-fusion, fino a maestose aperture hard rock.

 

Mikael Åkerfeldt ha condiviso apertamente tutte le influenze musicali e gli omaggi che hanno ispirato Pale Communion.  Mikael è un appassionato collezionista di vinili rari degli anni ’60 e ’70, con un debole per il progressive rock, il folk, l’hard rock e il jazz-fusion.  Durante le tante interviste promozionali per l’uscita del disco nel 2014, rilasciate a testate internazionali, ha raccontato da dove provenissero le sue ispirazioni.  L’album è un vero e proprio omaggio ai grandi della musica del passato. 

 

Eccole:

King Crimson e Genesis sono stati fonte d’ispirazione per la complessità strutturale e l’uso teatrale del Mellotron. Deep Purple e Uriah Heep hanno influenzato il disco con i loro duelli serrati tra chitarra solista e organo Hammond distorto. I Goblin vengono omaggiati direttamente nella traccia strumentale “Goblin”, che riprende il prog-horror e il funk-rock tipici della band italiana. La cura maniacale delle armonie vocali e i passaggi acustici, particolarmente evidenti nella prima metà di “River”, sono un tributo a Crosby, Stills, Nash & Young.

 

“Faith in Others”, la traccia che chiude l’album, è il momento più emozionante di tutto il disco. Il pezzo è intriso di una profonda e commovente malinconia svedese, tipica del gruppo. Inizia in modo intimo e quasi spoglio, con il pianoforte e la voce delicata e vulnerabile di Åkerfeldt. Poi, il brano si espande gradualmente grazie al monumentale arrangiamento di archi reali scritto da Dave Stewart. L’intreccio tra il Mellotron, gli archi e una delle migliori performance vocali pulite di Mikael crea un crescendo drammatico e cinematografico.

 

Oltre a “Faith in Others”, ci sono altri brani che spiccano in questo album, ognuno con il suo fascino unico.

 

Iniziamo con “Eternal Rains Will Come”, che apre l’album con un’atmosfera neo-prog coinvolgente.  I primi tre minuti sono un’esplosione di ritmi jazzati e sincopati, con maestose esplosioni di organo Hammond e riff spettacolari.

 

Poi c’è “Moon Above, Sun Below”, una suite strutturata di quasi 11 minuti che è il pezzo più lungo e complesso del disco.  È un brano capace di fondere elementi acustici, groove trascinanti e continui cambi di tempo in modo incredibilmente fluido e coeso. Anche senza growl, in alcuni passaggi riesce a mantenere quell’oscurità tipica dello stile storico della band.

 

“River” è un altro brano che sorprende per il suo coraggio. Inizia quasi come una ballata folk-rock solare, con splendide chitarre a 12 corde e armonie vocali a tre parti che ricordano i Crosby, Stills, Nash & Young. A metà percorso, però, il brano si trasforma radicalmente in una cavalcata hard-rock progressive, dominata da assoli di chitarra fulminanti ed epici duelli tra Fredrik Åkesson e l’organo di Joakim Svalberg.

 

 “Voice of Treason” segna la svolta sinfonica nell’album. Caratterizzata da un ritmo marziale, tribale e ipnotico, è sorretta da un imponente arrangiamento orchestrale con caldi accenti mediorientali che rimandano a “Kashmir” dei Led Zeppelin. È uno dei momenti più pesanti e drammatici dell’album.

 

Se Heritage aveva lasciato molti perplessi con il suo sound sperimentale e a tratti disorientante, Pale Communion è un album di grande eleganza e coerenza. Gli arrangiamenti in studio sono più ricchi e densi, la produzione di Steven Wilson è impeccabile e pulita, e l’amalgama tra gli strumenti raggiunge una maestosità che mancava nel disco precedente. 

 

I puristi non lo hanno apprezzato altrettanto, considerandolo una rivisitazione al prog rock degli anni ’70, piuttosto che qualcosa di completamente nuovo e soprattutto distante da quello che gli Opeth avevano fatto nei loro capolavori.

 

A mio avviso Pale Communion è un album fantastico che va letto come il disco che ha dato il via alla seconda giovinezza degli Opeth, ad una nuova fase, non più death metal. Album Spettacolare.

 

La Mia Versione

Etichetta: Music On Vinyl – MOVLP3955, Artone Label Group – MOVLP3955, Roadrunner Records – MOVLP3955
Formato: 2 x Vinile, LP, Album, Limited Edition, Numbered, Reissue, Gold, 180g
Paese: Europe
Uscita: 5 dic 2025

 

Tracklist

AI        Eternal Rains Will Come
AII        Cusp Of Eternity
BI        Moon Above, Sun Below
BII        Elysian Woes
CI        Goblin
CII        River
DI        Voice Of Treason
DII        Faith In Others

 

Lineup

Bass Guitar – Martin Mendez
Drums, Percussion – Martin Axenrot
Guitar, Backing Vocals – Fredrik Åkesson
Guitar, Vocals, Engineer [Lead Throat], Written By, Producer – Mikael Åkerfeldt
Keyboards, Backing Vocals, Piano – Joakim Svalberg
Mixed By [Mixing Chisled Out Engineered By], Backing Vocals – Steven Wilson
Score [Strings Scored By] – Dave Stewart

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