
Si tratta di un duo norvegese che si esprime in un rock sinfonico tipico delle montagne e atmosfere scandinave, in chiave pastorale e orchestrale, grandissimo esempio del Northern Prog. Bellissimo progressive rock old style, tastiere vintage, bellissima voce dal cantato in norvegese che perfettamente si addice a questo genere e gli dona un tono arcaico, misterioso, epico, molto credibile, grande il flauto e le testiere e le percussioni, anche la chitarra dai bellissimi assoli, tastiere genesiane, un sound che cambia più volte ritmo e atmosfere.

Ecco come i Jordsjø, band prog di Oslo, si presentano sul loro profilo Facebook ufficiale: “Suoni ispirati a vecchie cabine, prog svedese, romanzi fantasy e natura norvegese”.
Il nome, Jordsjø, unisce due elementi della natura in norvegese (Jord = Terra, Sjø = Mare) e trae ispirazione dall’universo fantasy dei romanzi di Ursula K. Le Guin.
Formatisi intorno al 2014, il nucleo della band è composto da due amici d’infanzia con un background musicale eterogeneo. Dopo aver suonato generi duri come punk e black metal, hanno intrapreso studi di musica jazz.
I Jordsjø sono noti per il loro stile unico, che fonde elementi di vecchi film horror, musica synth tedesca degli anni ’70, jazz norvegese, musica popolare svedese, romanzi fantasy e natura norvegese.
Sono una delle band più apprezzate e rappresentative del moderno panorama progressive rock e prog-folk scandinavo. Il loro sound si distingue per un forte legame con le atmosfere rurali nordiche, l’uso di strumentazione d’epoca e un approccio nostalgico e pastorale.
I Jordsjø, guidati dal polistrumentista Håkon Oftung, sono una presenza di spicco nella scena underground psichedelica, progressiva e heavy rock di Oslo da molti anni.
Oftung ha suonato in diverse band, tra cui Black Magic, Tusmørke, The Chronicles of Father Robin, Wobbler e Zenon, solo per citarne alcune.
Al suo fianco c’è Kristian Frøland, amico d’infanzia e collaboratore di lunga data, che si occupa di batteria e percussioni, oltre ad aver prodotto e mixato Pestkrønikene.
I Jordsjø si ispirano alla tradizione del miglior rock nordico del secolo scorso, fondendo sapientemente il rock progressivo con melodie incantevoli e influenze folk. Il loro album “Pastoralia” offre un viaggio musicale variegato, che spazia da passaggi minimalisti del mellotron a potenti esplosioni rock. Un disco imperdibile per gli appassionati di prog scandinavo e una gemma da scoprire per chi si avvicina al genere.
La musica dei Jordsjø è un affascinante mosaico sonoro che unisce il symphonic prog svedese e la malinconia nordica degli anni ’90 (come Änglagård e Landberk). Si percepiscono anche influenze del folk e del progressive rock britannico dei primi anni ’70 (lo stile del flauto richiama immancabilmente Ian Anderson dei Jethro Tull e le trame melodiche ricordano i Camel). Non mancano le influenze delle colonne sonore di vecchi film horror e della musica sintetica cosmica tedesca degli anni ’70 (i suoni caldi di Mellotron, organo e synth analogici). L’ispirazione è costante dai romanzi fantasy, dal folklore locale e dalle foreste e bellezze naturali della Norvegia.
Hanno debuttato nel 2015 con una cassetta. Nei primi anni, la band infatti ha mantenuto un profilo estremamente underground, pubblicando i primi lavori e demo (Jordsjø I, Jordsjø II) principalmente in formati nostalgici come audiocassette e vinili, destinati a una cerchia ristretta di collezionisti.
Con il quarto nastro del 2017, sono riusciti ad ampliare il loro seguito al di fuori della Norvegia. Da allora, hanno pubblicato album completi su etichette come Karisma, Pancromatic e Apollon.
In studio, la band opera come duo, ma negli ultimi otto anni si esibisce dal vivo come quintetto.
Jord (2017/2018), considerato il primo vero album ufficiale della band, ha ampliato significativamente il loro pubblico anche a livello internazionale. Successivamente, è stato ripubblicato dall’etichetta norvegese Karisma Records.
Nattfiolen (2019), il loro secondo imponente album in studio, consolida la loro caratteristica miscela di flauti bucolici e chitarre fuzz.
Pastoralia (2021), registrato durante la pandemia in una fattoria a Våler, è un album intimo e onirico profondamente legato a una dimensione spirituale e selvaggia della natura norvegese.
Salighet (2023), il loro quarto album ufficiale, è un concept che esplora diverse forme di estasi interiore attraverso intricate strutture sinfoniche e accenni al jazz nordico.
Pestkrønikene (2026), il loro capitolo discografico più recente, è nato per celebrare il decimo anniversario del gruppo. Raccoglie e rielabora brani tematicamente legati a sconvolgimenti storici, guerre e rinascite.
Su Progressive Rock World ho dedicato ampio spazio ai Jordsjø, una realtà fondamentale che contribuisce a mantenere vivo il rock sinfonico e rappresenta un pilastro del Northern Prog (il progressive rock scandinavo).
Sul blog troverete articoli, recensioni e schede dedicate ai loro album. Inoltre, ho scritto articoli su album collaborativi e split come Jordsjø / Breidablik: Songs from the Northern Wasteland e Kontraster altro grande lavoro con i Breidablik del 2025 un disco raro di questi tempi col suo netto e affascinante contrasto musicale tra il folk-prog pastorale dei Jordsjø e la musica elettronica cosmica/krautrock dei Breidablik.
Ho anche trattato altri progetti correlati, come The Chronicles of Father Robin: la Fantastica Trilogia. In questo approfondimento sul supergruppo norvegese, i Jordsjø sono menzionati più volte, poiché il polistrumentista Håkon Oftung è uno dei membri chiave dietro la nascita e la composizione di questa complessa trilogia mitologica prog.


