Watershed degli Opeth, album del 2008.
Come già visto nella scheda biografica a loro dedicata, E’ uno dei dischi più importanti e divisivi della loro discografia, essendo l'ultimo lavoro della band a contenere marcati elementi di death metal prima del passaggio definitivo allo storico sound progressive rock/folk degli anni successivi.
Il 2007 è stato un anno di grandi cambiamenti per la band svedese. Dopo il successo di Ghost Reveries (2005), il batterista Martin Lopez e il chitarrista Peter Lindgren hanno deciso di lasciare il gruppo. Mikael Åkerfeldt, il frontman, si è messo subito all’opera per trovare nuovi membri e ha reclutato il chitarrista Fredrik Åkesson (ex Arch Enemy) e il batterista Martin Axenrot.
Allora, ecco la formazione ufficiale degli Opeth che ha registrato Watershed:
- Mikael Åkerfeldt: Il frontman, che si occupa di voce, chitarra ritmica, chitarra solista e anche di chitarra acustica.
- Fredrik Åkesson: Alla sua prima volta con la band, si occupa della chitarra solista.
- Martin Mendez: Il bassista.
- Martin “Axe” Axenrot: Il batterista, che si occupa anche delle percussioni. È stato il suo primo album in studio a tempo pieno con gli Opeth.
- Per Wiberg: Tastiere, organo Hammond, pianoforte, mellotron e cori.
E non dimentichiamoci degli ospiti:
- Nathalie Lorichs: Ha prestato la sua voce femminile al brano di apertura “Coil”.
- Lisa Almberg: Ha suonato l’oboe.
- Christoffer Wadensten: Ha suonato il flauto.
Con questa nuova formazione, Åkerfeldt ha deciso di buttarsi a capofitto in sonorità ancora più cervellotiche e sperimentali.
Anche se “Watershed” non è un concept album, è unito da un filo conduttore molto forte, incentrato sulla perdita, il cambiamento radicale e i lati più nascosti della mente umana. Il titolo stesso, “Watershed” (che significa spartiacque o punto di svolta), rispecchia questo concetto, sia nelle parole delle canzoni che nella vita reale della band.
I testi parlano di quei momenti cruciali in cui una vita o una situazione prendono una piega inaspettata, lasciando il passato alle spalle. Riflettono anche il periodo di cambiamento degli Opeth dopo l’addio di alcuni membri storici. Molte canzoni esplorano il dolore per la fine di una storia d’amore o la perdita di una persona cara, e come questo possa lasciare un vuoto e una sensazione di solitudine. Inoltre, descrivono le emozioni difficili che si provano quando si perdono i propri punti di riferimento, come la paranoia, il senso di colpa e l’angoscia psicologica.
“Watershed” è un album fondamentale nella carriera degli Opeth, un punto di svolta che fonde il loro classico Progressive Death Metal con influenze Prog Rock anni ’70 e sperimentazioni d’avanguardia. È l’ultimo album in cui Mikael Åkerfeldt utilizza il growl, prima di dedicarsi esclusivamente al canto pulito per moltissimi anni.
L’album è un viaggio emozionante tra contrasti sorprendenti. Passa in un attimo da ballate acustiche delicate e intime a sfuriate death metal potenti e dissonanti. L’uso abbondante di organo Hammond, Mellotron e sintetizzatori da parte di Per Wiberg gli conferisce un’atmosfera rétro che ricorda grandi band come King Crimson e Gentle Giant.
I brani rompono con la classica struttura strofa-ritornello e fondono riff death metal, tempi dispari, assoli di chitarra fulminei e persino break funk/jazz guidati dalle tastiere.
Mikael Åkerfeldt offre una delle sue performance vocali più impressionanti, con un growl profondo e teatrale che si alterna a un canto pulito e melodico, caldo e malinconico. L’arrivo del chitarrista Fredrik Åkesson porta un approccio più tecnico e heavy.
Io ho la versione Music On Vinyl – MOVLP2162, una ristampa in edizione limitata, stampata su un vinile marmorizzato, e ne esistono solo 4.000 copie numerate. L’album contiene anche una bonus track, Derelict Herds.
“Coil” si apre con una ballata acustica dal tocco folk, un’introduzione inaspettata che prepara l’ascoltatore a ciò che seguirà. Il brano si distingue per il suo stile acustico, melodico ed etereo. Il contrasto vocale tra il baritono di Mikael Åkerfeldt e la voce eterea di Nathalie Lorichs è particolarmente apprezzato. Il finale, con l’intreccio vocale, e l’improvvisa virata verso l’hard/thrash che introduce il pezzo successivo, sono i momenti clou.
“Heir Apparent” è un brano che colpisce dritto al cuore, considerato l’erede spirituale della storica scuola death metal degli Opeth. È un pezzo pesante, imponente e pieno di angoscia. Il suo stile musicale si colloca tra il death e il progressive metal, con forti influenze doom. Il batterista Martin Axenrot fa il suo esordio in questo brano, dimostrando un drumming potente e preciso, mentre le ritmiche martellanti del basso di Martin Mendez contribuiscono a creare un’atmosfera opprimente. Tra i momenti più memorabili ci sono l’ipnotico riff cadenzato che apre il pezzo e le urla cavernose di Åkerfeldt.
“The Lotus Eater”, è un’esperienza musicale a dir poco intensa, una vera e propria montagna russa stilistica. È considerata una delle tracce più complesse e bizzarre mai composte dalla band. Il suo stile musicale è un mix di avant-garde prog metal, con passaggi jazz-fusion che si alternano a parti estreme e growl brutali. Le tastiere di Per Wiberg giocano un ruolo fondamentale, così come le linee di chitarra abrasive del nuovo arrivato Fredrik Åkesson. Uno dei momenti più alti del brano è il breakdown centrale atmosferico, che precede una ripartenza brutale e schizofrenica.
“Burden” è una delle ballad più riuscite e toccanti della loro discografia, caratterizzata da una melodia che evoca nostalgia e malinconia. Il brano si inserisce nel filone del progressive rock classico, arricchito da arrangiamenti psichedelici. Gli assoli di chitarra richiamano il sound “Floydiano”, mentre l’uso del Mellotron contribuisce a creare un’atmosfera vintage. Un momento particolarmente interessante è la parte finale, dove la canzone si dissolve in un coro “acapella” piuttosto singolare, seguito da un fischio di feedback.
“Porcelain Heart”, il singolo di punta dell’album, si basa su riff cupi e strutture progressive intricate ma melodiche. Il brano si caratterizza per uno stile gotico, oscuro e un progressive metal cadenzato. Fredrik Åkesson è co-autore di questo pezzo, integrandosi alla perfezione con il sound chitarristico del frontman. Un punto di forza è il riff di chitarra iniziale, che si evolve in modo asimmetrico e ossessivo.
“Hessian Peel” è un pezzo epico che si divide in due parti ben distinte: una prima intima e una seconda di una pesantezza oscura. Il brano spazia dal folk acustico/dark al progressive death metal più opprimente. Il lavoro di Martin Axenrot alla batteria e di Per Wiberg alle tastiere è da lodare, in quanto creano una tensione strumentale palpabile. Un momento chiave è lo stacco a metà brano, dove le chitarre si scatenano in un riffing doom devastante.
“Hex Omega”, la traccia che chiude l’album, avvolge in un’atmosfera di decadenza. Il suo heavy prog metal, lento e meditativo, si arricchisce di influenze orientali. La sezione ritmica, composta da Mendez e Axenrot, sostiene riff maestosi e cadenzati. L’assolo finale, dal sapore mediorientale, e il fade-out che conclude questo disco denso sono i momenti più alti.
“Derelict Herds”, la bous rack, è un pezzo pieno di energia e tecnica, che sfoggia cambi di tempo e growl a non finire, un brano di progressive death metal dissonante e soffocante. Il pezzo regala cambi di tempo e le atmosfere cupe che ricordano i King Crimson, con un grande lavoro di Wiberg alle tastiere, e un drumming di Axenrot eccezionale, oltre al growl teatrale di Åkerfeldt. L’intro strumentale e il finale improvviso sono tra i momenti più memorabili. Un vero gioiello.
“Watershed” segna un punto di svolta fondamentale nella carriera degli Opeth. Quest’album rappresenta l’ultimo esempio del loro sound death/prog metal più classico, prima che la band abbracciasse il progressive rock anni ’70 a partire dagli anni 2010. La produzione è impeccabile, le atmosfere cupe e una sperimentazione che fonde elementi di folk, jazz e metal estremo ne fanno un grandissimo album.
La Mia Versione
Etichetta: Music On Vinyl – MOVLP2162, Artone Label Group – MOVLP2162, Roadrunner Records – MOVLP2162
Formato: 2 x Vinile, LP, Album, Limited Edition, Numbered, Reissue, Repress, Stereo, Silver & Black Marbled, 180 Gram
Paese: Europe
Uscita: 1 ago 2025
Tracklist
A1 Coil 3:11
A2 Heir Apparent 8:48
B1 The Lotus Eater 8:48
B2 Burden 7:41
C1 Porcelain Heart 7:59
C2 Hessian Peel 11:24
D1 Hex Omega 6:57
D2 Derelict Herds 6:29
LineUp
Mikael Åkerfeldt: Voce, chitarra
Fredrik Åkesson: Chitarra
Martin Mendez: Basso
Per Wiberg: Tastiere, sintetizzatore
Martin Axenrot: Batteria, percussioni
Musicisti Ospiti:
Nathalie Lorichs: Voce aggiuntiva (nel brano "Coil")
Lisa Almberg: Corno inglese, oboe
Christoffer Wadensten: Flauto
Karin Svensson: Violino
Andreas Tengberg: Violoncello
Link per l’ascolto sulle principali piattaforme di streaming ai seguenti link:
Spotify: Puoi ascoltare la versione standard su Spotify - Album Watershed oppure la versione estesa ricca di tracce bonus su Spotify - Watershed Special Edition.
Apple Music: Il disco è disponibile sia in versione classica su Apple Music - Album Watershed sia con i contenuti extra su Apple Music - Watershed Special Edition.
SoundCloud: È presente anche lo streaming audio della tracklist originale su SoundCloud - Watershed.













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