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Non Solo Prog: Fashion Nugget dei Cake

24-10-2026 08:00

FrancescoProg

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Non Solo Prog: Fashion Nugget dei Cake

Fashion Nugget, il secondo album dei Cake, è stato un vero e proprio successo, catapultando la band alternative rock di Sacramento, guidata dal cantante ...

Non Solo Prog: Fashion Nugget dei Cake, album del 1996.

 

Fashion Nugget, il secondo album dei Cake, è stato un vero e proprio successo, catapultando la band alternative rock di Sacramento, guidata dal cantante John McCrea, sotto i riflettori.

 

A differenza del grunge e del post-grunge che andavano per la maggiore alla fine degli anni ’90, i Cake hanno proposto un sound unico e originale: minimale, ironico e ballabile, con una grande tromba jazz suonata da Vince DiFiore e strofe cantate con uno stile quasi parlato e monocorde.

Il successo è stato enorme: Fashion Nugget ha ottenuto il disco di platino negli Stati Uniti nel 1997, vendendo oltre un milione di copie.  Questo ha portato la band in un lungo tour internazionale, che li ha portati persino in Europa e Giappone.  Però, tutto questo successo ha anche portato stress, creando delle tensioni all’interno del gruppo.  Poco dopo la fine del tour, la formazione originale ha perso membri importanti come il bassista Victor Damiani e il chitarrista Greg Brown.

 

Fashion Nugget è un album che si fa notare per il suo sound unico e inconfondibile, un mix di alternative rock, funk, ska e indie pop.  Il tutto è caratterizzato da un approccio minimalista e da un’ironia pungente che si ritrova in ogni brano.  A differenza del grunge degli anni ’90, con le sue chitarre distorte, la band sceglie un sound pulito, ritmico e asciutto, che mette in risalto la loro originalità.

 

Uno degli elementi più riconoscibili è la voce “parlata” di John McCrea.  Il frontman non canta nel senso classico, ma usa un tono monocorde, distaccato e sarcastico.  Questo modo di cantare contribuisce a creare un’atmosfera ironica e disincantata che pervade tutto l’album.

 

Un altro elemento importante è l’uso della tromba jazz, suonata da Vince DiFiore.  Strumento insolito per il rock alternativo, la tromba aggiunge un tocco di colore e originalità, con riff squillanti e riff che ricordano il sapore mariachi o jazz.

 

E non si può non parlare del vibraslap, un piccolo strumento a percussione che genera un rumore sferzante, un “frrr-vibrato” che è diventato il vero e proprio marchio di fabbrica sonoro della band. 

 

L’album si snoda alternando cover geniali a pezzi originali cinici e brillanti. Tra i momenti più alti spiccano:

 

La ballata ipnotica e malinconica di Frank Sinatra, che apre il disco con un basso pulsante e un testo che riflette sull’isolamento e la modernità attraverso l’immagine dei viaggi aerei.

 

Italian Leather Sofa, un brano funky e ritmato che prende in giro il materialismo della borghesia americana, impreziosito da un assolo di tromba irresistibile.

 

La cover rock-pop minimalista di Perhaps, Perhaps, Perhaps, il famosissimo bolero cubano Quizás, Quizás, Quizás, resa celebre anche per l’inclusione nella colonna sonora della serie TV Cougar Town.

 

The Distance, scritta dall’allora chitarrista Greg Brown, un perfetto meccanismo a orologeria musicale, con un testo potente che descrive un pilota automobilistico che continua a correre da solo nella notte, molto tempo dopo la fine della gara e quando il pubblico se n’è già andato, una metafora sulla ricerca ossessiva del successo, sulla solitudine e sull’incapacità di fermarsi anche quando si è già perso (o vinto) tutto. Un brano che unisce un giro di basso funk pesantissimo e ipnotico a un cantato quasi hip-hop. La strofa sale di intensità fino a esplodere in un ritornello rock trascinante, intervallato dalle incursioni della tromba, il perfetto manifesto di cosa siano stati i Cake: minimali, ritmici, ironici e maledettamente orecchiabili.

 

Ma la versione di “I Will Survive” dei Cake è secondo me il vero e proprio capolavoro del disco, una reinterpretazione che va ben oltre la semplice cover.  Non è solo una rivisitazione del brano disco di Gloria Gaynor del 1978, ma una decostruzione e una riscrittura stilistica totale, una delle cover più trasformative, dissacranti e di successo degli anni ’90.

 

I Cake si liberano completamente della cassa in quattro tempi, degli archi maestosi e dell’epicità orchestrale tipica della disco music. Al loro posto, costruiscono un arrangiamento alternative-funk ruvido e minimale, guidato da un giro di basso viscerale e da chitarre elettriche quasi sporche, con un tocco post-grunge.

 

Mentre l’originale si apre con un drammatico glissando di pianoforte, la versione dei Cake parte con un arpeggio di chitarra elettrica volutamente disadorno e sommesso, quasi a voler smorzare subito l’atmosfera.

 

Nella parte centrale, la tensione emotiva non esplode con acuti vocali, ma viene affidata a un assolo di chitarra elettrica graffiante, suonato da Greg Brown, seguito dalle caratteristiche staffilate della tromba di Vince DiFiore e dall’immancabile uso del vibraslap, che aggiunge un tocco di originalità e di follia.

 

John McCrea canta l’intero pezzo con il suo stile monocorde, distaccato e quasi parlato, che elimina la vulnerabilità iniziale della Gaynor e trasforma la canzone in un manifesto di freddo e cinico risentimento. McCrea ha dichiarato a Billboard che la sua performance non voleva essere ironica o derisoria, ma che rifletteva una sincera durezza e disillusione, un’interpretazione che ha sicuramente lasciato il segno.

 

Il brano passa da inno di emancipazione femminile a una prospettiva maschile. McCrea canta le stesse parole, ma il significato cambia radicalmente: anche gli uomini subiscono le rotture e le donne sanno essere altrettanto spietate nelle relazioni.

 

Il dettaglio più celebre della traccia è la variazione di una singola parola nel testo: i Cake modificano la frase originale “I should have changed that stupid lock” (Avrei dovuto cambiare quella stupida serratura) nel ben più esplicito “I should have changed my fucking lock”.  Questa aggiunta non solo ha costato all’album il bollino Parental Advisory negli Stati Uniti, ma soprattutto ha irritato profondamente Gloria Gaynor. La regina della disco music ha dichiarato pubblicamente in più occasioni che quella dei Cake era in assoluto la sua cover meno preferita del brano, proprio a causa dell’uso gratuito delle parolacce. Un dettaglio che dimostra quanto questa cover abbia saputo scuotere le acque e lasciare un segno indelebile nella storia della musica.

 

Nei momenti di difficoltà, ascolto questo pezzo e mi colpisce come un inno potente di rinascita, mandandomi i brividi ogni volta. E ogni volta funziona.

 

La Mia Versione

Etichetta: Upbeat Records (2) – 19439966461, Sony Music – 19439966461
Formato: Vinile, LP, Album, Reissue, Remastered, Stereo, 180g
Paese: Europe
Uscita: 8 lug 2022

 

Tracklist

1. Frank Sinatra – 4:01
2. The Distance – 3:00 (Il singolo di maggior successo)
3. Friend Is a Four Letter Word – 3:22
4. Open Book – 3:44
5. Daria – 3:44
6. Race Car Ya-Yas – 1:21
7. I Will Survive – 5:10 (Cover di Gloria Gaynor)
8. Stickshifts and Safetybelts – 2:09
9. Perhaps, Perhaps, Perhaps – 2:24 (Cover di Osvaldo Farrés)
10. It's Coming Down – 3:44
11. Nugget – 3:58
12. She'll Come Back to Me – 2:24
13. Italian Leather Sofa – 5:52
14. Sad Songs and Waltzes – 3:15 (Cover di Willie Nelson)

 

Lineup

John McCrea – Voce e chitarra acustica
Greg Brown – Chitarra elettrica
Vince DiFiore – Tromba
Victor Damiani – Basso
Todd Roper – Batteria

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